In difesa dell’olio di palma

Basta! E’ ora di scendere in campo! Questo blog, che si caratterizza per la denuncia delle situazioni di discriminazione, non può tacere nei riguardi di una campagna di denigrazione che è ormai quotidianamente presente nella attuale comunicazione. La nostra voce potrà sembrare provocatoria e incongruente ma dobbiamo esprimerci. Di che cosa stiamo parlando? Dell’odiosa campagna contro l’olio di palma!

Siamo afflitti da mille troiai, sostanze cancerogene varie, veleni, pesticidi, effetto serra, scempio del territorio, rigassificatori, inceneritori, scie chimiche, piogge acide, sostanze radioattive, inquinamento atmosferico-idrico- elettromagnetico, deforestazione, terre dei fuochi. Tutto questo costituisce la meraviglia del nostro mondo, ma quello che veramente ci disturba, ci avvelena, ci distrugge è….il merendino con l’olio di palma. Ecco il vero problema!

Per restare in ambito alimentare, ci sono svariati pesticidi che avvelenano i nostri cibi, come pure coloranti, conservanti, nonché alimenti geneticamente modificati, ma…il vero responsabile di tutti i danni è lui, l’olio di palma, incarnazione del demoniooooooo.

Coraggio, basta eliminare l’olio di palma e avremo risolto tutti i nostri problemi! Senza olio di palma potremo debellare miseria, crisi malattie, guerre ed altre calamità ! E se oltre ad eliminare i mali dal mondo vogliamo anche migliorarlo, questo mondo, anche in questo caso non dobbiamo fare altro che utilizzare gli ingredienti giusti: acido iarulonico e sostanze ricche di omega3. Ecco i nostri paladini! E’ tutta una questione di ingredienti: basta usare quelli giusti e la vita ci sorriderà!!!!!!

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Spose bambine: una terribile storia di violenza e discriminazione

L’infanzia e l’adolescenza dovrebbero essere momenti della vita personale in cui si è liberi di crescere nelle condizioni migliori, di formare la personalità per poter fare scelte consapevoli ed autonome nel futuro. Ma non tutti i bambini hanno gli stessi diritti. In alcune parti del mondo ci sono bambine costrette a sposarsi, a subire rapporti sessuali e spesso maternità, con gravissimi abusi sulla loro persona e sul loro fisico.

Fino ad oggi nel mondo ci sono circa 700 milioni di ragazze che si sono sposate in età minorile. Addirittura un terzo di esse si sonspose_bambine_cover_copiao unite in matrimonio prima di compiere i 15 anni.

I tassi più elevati di diffusione dei matrimoni precoci si registrano in quei paesi dove sono presenti anche altri fenomeni ad esso strettamente legati, quali la mortalità materna e infantile, la malnutrizione, l’analfabetismo, ecc.

Le gravidanze precoci provocano ogni anno 70.000 morti fra le ragazze di età compresa tra 15 e 19 anni. A sua volta, un bambino che nasce da una madre minorenne ha circa il 60% delle probabilità in più di morire in età neonatale. E nel caso che il bambino sopravviva, le sue possibilità di soffrire di denutrizione e di ritardi cognitivi o fisici, sono maggiori.

Le spose bambine sono ragazze più soggette, rispetto alle altre donne, a violenze, abusi e sfruttamento.  Inoltre le ragazze vengono sottratte precocemente all’ambiente  familiare e alla rete di amicizie con i coetanei e con gli altri membri della comunità. Questo provoca conseguenze pesanti sulla sfera affettiva, sociale e culturale.

La Turchia è uno dei paesi dove il fenomeno delle spose bambine è più diffuso., costituendo una vera e propria piaga sociale. Addirittura una legge, assai controversa, prevede che gli stupratori di minorenni possano beneficiare della cancellazione della pena se si impegnano a sposare la vittima.  Recentemente, grazie soprattutto alle forti proteste il governo delle donne, il governo turco ha manifestato l’intenzione di ritirare questa proposta e si spera che sia così, senza che magari ci sia una riformulazione della legge senza che la sostanza cambi.

Nel frattempo le donne turche continuano a mobilitarsi affinché la legge possa essere abolita una volta per tutte e, più in generale, affinché cessi ogni forma di abuso e di sfruttamento sessuale.

 

 

 

 

 

Preghiera profuga

Ecco la poesia vincitrice del Premio di Poesia ” G. Bolognesi” 2016 scritta da un’alunna del Liceo Enriques.

Margherita ci racconta nei suoi versi l’angoscia e le speranze di chi è costretto ad abbandonare il proprio paese.

 

PREGHIERA PROFUGA

Mare verde- verde mare,

mare, ti prego, fammi arrivare.

Persone, tante persone,

volti dimenticati da un dio insensibile.

In grembo fame e disperazione.

Fame nera- nera fame,

fame, ti prego, non mi ammazzare.

Giorni senza mangiare che sembrano

durare un’eternità.

Mare verde- verde mare,

mare, ti prego, fammi arrivare.

Le mani ossute e insicure di mia madre su petto.

Sono vivo mamma!

Madre bianca- bianca madre,

madre, ti prego, fatti abbracciare.

Silenzio assordante incombe sulla terra promessa.

Le nostre bocche orrendamente cucite,

non ci sentite ma noi gridiamo,

un urlo contro l’indifferenza

un urlo per la vita.

Vita rossa- rossa vita,

vita, ti prego, fammi lottare!

 

Margherita Ughi

 

 

 

C’è un dollaro d’argento sul fondo del Missouri

 

 

Le colline nere al confine tra il South Dakota e il Wyoming venivano considerate dagli indiani della tribù dei Sioux il centro del mondo. Quello, oltre ad essere il loro territorio e la loro riserva di caccia, era anche il luogo dove tutti i guerrieri andavano per comunicare con il Grande Spirito. Nel 1868 quel territorio disprezzato dal governo americano veniva assegnato ai pellerossa, ma nel 1874 tornando sui suoi passi il governo si ricredette sulla sua decisione poiché si riteneva che su quelle colline ci fosse l’oro. Il Settimo Cavalleria, guidato dal generale Custer venne inviato per alcuni sopralluoghi; dopo aver decretato che esistevano riserve di oro immenso si scatenò una guerra.  Toro Seduto e Cavallo Pazzo guidarono gli indiani nella guerra per la difesa dei propri territori. Dopo la morte di Cavallo Pazzo il 29 dicembre 1890 il 7° Cavalleria aprì il fuoco uccidendo più di duecento indiani della tribù dei Sioux: finiva così la loro guerra per preservare il loro centro del mondo. Sebbene si dicesse  che sul Wounded Knee fosse sepolto il  cuore di Cavallo Pazzo e così di tutti i Dakota, il legame dei Sioux con la propria terra non è mai stato sepolto.

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Proprio per il loro spirito di appartenenza ancora oggi i pellerossa stanno conducendo una battaglia importante in difesa del territorio. La loro terra è stata deturpata per secoli, ma hanno continuato a lottare e continuano a farlo; la lotta è contro quel sistema capitalistico che mira al maggior guadagno possibile, disinteressandosi di ogni etica morale. Più nello specifico i Sioux si oppongono alla costruzione dell’oleodotto ‘’Dakota Access Pipeline’’, progetto  dell’azienda texana ‘’Energy Transfer Crude Oil’’. L’oleodotto potrebbe mettere in pericolo le risorse idriche e l’ecosistema circostante. L’impianto avrebbe una lunghezza di 2047  km, attraverserebbe 4 stati (North Dakota, South Dakota, Iowa, Illinois) e si estenderebbe in parte sotto il fiume Missouri, passando cosi per quei luoghi sacri nominati inizialmente. 470 mila è il numero di barili di petrolio greggio che verrebbero trasportati al giorno, numero che potrebbe aumentare fino a 100 mila in più una volta concluso e a pieno regime; 3,78 miliardi sono i soldi necessari per la costruzione del progetto che creerebbe circa 10 mila posti di lavoro. Alcuni di questi dati che abbiamo presentato sono punti cardine intorno ai quali si sviluppa la protesta delle oltre mille persone presenti. Le proteste sono iniziate lo scorso aprile, ma ad agosto si sono intensificate. L’accampamento istituito, denominato Sacred Stone, è arrivato ad ospitare migliaia di persone provenienti da differenti tribù; sono più di 300 le nazioni tribali che si oppongono e che hanno espresso il loro sostegno alla lotta dei Sioux. In questi lunghi mesi di travaglio, molte persone sono state arrestate (più di 400) e la polizia non si è risparmiata nell’uso di idranti e taser. Ad oggi la vicenda sembra aver raggiunto un punto di calma, con l’interruzione del progetto ed una temporanea ‘’vittoria’’ dei Sioux; certo è che la questione, con l’ascesa al potere di Donald Trump, potrebbe ben presto riaprirsi.

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Questo è un video relativo alla vicenda.

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