Spose bambine: una terribile storia di violenza e discriminazione

L’infanzia e l’adolescenza dovrebbero essere momenti della vita personale in cui si è liberi di crescere nelle condizioni migliori, di formare la personalità per poter fare scelte consapevoli ed autonome nel futuro. Ma non tutti i bambini hanno gli stessi diritti. In alcune parti del mondo ci sono bambine costrette a sposarsi, a subire rapporti sessuali e spesso maternità, con gravissimi abusi sulla loro persona e sul loro fisico.

Fino ad oggi nel mondo ci sono circa 700 milioni di ragazze che si sono sposate in età minorile. Addirittura un terzo di esse si sonspose_bambine_cover_copiao unite in matrimonio prima di compiere i 15 anni.

I tassi più elevati di diffusione dei matrimoni precoci si registrano in quei paesi dove sono presenti anche altri fenomeni ad esso strettamente legati, quali la mortalità materna e infantile, la malnutrizione, l’analfabetismo, ecc.

Le gravidanze precoci provocano ogni anno 70.000 morti fra le ragazze di età compresa tra 15 e 19 anni. A sua volta, un bambino che nasce da una madre minorenne ha circa il 60% delle probabilità in più di morire in età neonatale. E nel caso che il bambino sopravviva, le sue possibilità di soffrire di denutrizione e di ritardi cognitivi o fisici, sono maggiori.

Le spose bambine sono ragazze più soggette, rispetto alle altre donne, a violenze, abusi e sfruttamento.  Inoltre le ragazze vengono sottratte precocemente all’ambiente  familiare e alla rete di amicizie con i coetanei e con gli altri membri della comunità. Questo provoca conseguenze pesanti sulla sfera affettiva, sociale e culturale.

La Turchia è uno dei paesi dove il fenomeno delle spose bambine è più diffuso., costituendo una vera e propria piaga sociale. Addirittura una legge, assai controversa, prevede che gli stupratori di minorenni possano beneficiare della cancellazione della pena se si impegnano a sposare la vittima.  Recentemente, grazie soprattutto alle forti proteste il governo delle donne, il governo turco ha manifestato l’intenzione di ritirare questa proposta e si spera che sia così, senza che magari ci sia una riformulazione della legge senza che la sostanza cambi.

Nel frattempo le donne turche continuano a mobilitarsi affinché la legge possa essere abolita una volta per tutte e, più in generale, affinché cessi ogni forma di abuso e di sfruttamento sessuale.

 

 

 

 

 

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