Ragionando su Bruxelles e dintorni 2

Dopo l’attentato di Bruxelles dello scorso marzo, l’attenzione si è ulteriormente concentrata sul tema dell’immigrazione, suscitando, come era prevedibile, anche forti strumentalizzazioni. Infatti,  partiti come il Front National francese e la Lega in Italia hanno nuovamente messo in discussione la questione dell’accoglienza per tutti coloro che approdano in Europa, chiedendo a gran voce norme più rigide. Nel frattempo alla Turchia, paese dalla politica assai discutibile, era stata affidata la gestione dei flussi migranti nel settore balcanico, mentre a Idomeni, sul confine tra Grecia e Macedonia sono ancora concentrati migliaia di immigratimche ormai da mesi, in condizioni non umane, stanno aspettando la libertà di circolare in Europa. Su di loro, così come su altri migranti in analoghe condizioni si è riversata una strumentale campagna di criminalizzazione, secondo la consueta loigica straniero= musulmano = terrorista. Eppure molti ragazzi mostravano cartelli con sopra scritto: “Sorry for Bruxelles”, “We hate ISIS”, “Bruxelles….Siria, the same pain……..”.648x360_desole-bruxelles-lit-pancarte-jeune-refugie-syrien-camp-idomeni-grece-22-mars-2016.jpg

E mentre l’Europa chiude molte frontiere e stende filo spinato, i venti di guerra cominciano a soffiare con sempre maggiore insistenza.

Cominciano? E’ dal lontano 2003 che si sta portando avanti la guerra contro più o meno presunte organizzazioni terroriste e contro tutte quelle popolazioni colpevoli solo di essere nate in una certa parte del mondo. In ben 13 anni non ci si è ancora resi conto dell’impossibilità di combattere sul terreno della guerra guerreggiata quelle che sono entità informali, capaci di modificarsi e prendere forma sotto altro nome. Quello che successe con Bin Laden avrebbe dovuto insegnarci che distrutta un’ organizzazione terrorista, quale Al Quaida, se ne determina subito una seconda. Ma non è solo questo il punto. Va detto infatti che sono state anche  le guerre condotte dalle potenze occidentali che hanno contribuito a  rafforzare questi movimenti terroristici, determinando una situazione difficilissima.

L’ISIS ad esempio non solo porta avanti una “guerra” contro l’Occidente, ma sta combattendo anche all’interno del mondo islamico contro le componenti sciite e tutte le altre che non sostengono il progetto del califfato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...