DOVE LO APPENDIAMO IL FIOCCO ROSA DI BAYANE?

Ειδομένη in greco, Idomeni in italiano. Pochi abitanti, veramente pochi. Abitante
è chi abita, chi risiede in un luogo , secondo una definizione corrente e fin troppo
scontata. Il fatto particolare è che a Idomeni gli abitanti sono pochi, ma le persone
presenti moltissime, oltre quattordicimila; I pochi giacciono nelle proprie case, sotto
un tetto e hanno un letto su cui dormire. I molti, arrivati su questo confine
“infernale” lungo la rotta balcanica, giacciono nel fango o sotto le tende, che si
dovrebbero utilizzare per un rilassante campeggio. Di rilassante qua non c’è niente. Il
nome di questo paese quotidianamente appare sui giornali, alla televisione, e ci
ricorda sempre la condizione terribile in cui vivono le migliaia di persone che , ogni
giorno sperano di andarsene via di lì, di arrivare in un posto migliore e trovare un
lavoro qualsiasi affinché il proprio figlio possa mangiare e possa avere un futuro
davanti. Qualche settimana fa però una notizia appare sui giornali: la foto di un
padre che lava la propria bambina con una bottiglietta di plastica.12928415_207090313004735_6214495391792141079_n
La piccola si chiama Bayane, è arrivata qua aveva pochi giorni, nessuna incubatrice,
nessun lenzuolino colorato, nessun braccialettino di riconoscimento, solo lo stesso
grande pianto che accomuna tutti i bambini piccoli .
Bayane nasce a Smirne ,in Turchia, dove la famiglia doveva lasciare la terraferma
per raggiungere la Germania; vengono dalla Siria e Sulaf ,la madre , arrivata in
Turchia non riesce a proseguire. Nasce così Bayane , che alla sua venuta non trova
nè dottori né ospedali, trova il padre con uno straccio pronto ad avvolgerla e a
sentire il suo pianto di liberazione. Devono partire però, e arrivano sani e salvi a
Idomeni. Bayane trascorre i suoi primi giorni di vita in mezzo al fango e la foto del
padre che la lava con una bottiglietta di acqua fredda ha commosso il mondo.
Una notizia che ha dell’incredibile per noi , abituati a vedere bambini immacolati in
ospedali con tutte le dovute precauzioni. Eppure la cosa non è così rara: nel fango
partoriscono in media quattro donne alla settimana, i bambini sono molti e piangono,
hanno fame e fa freddo. E se è meraviglioso vedere e celebrare la vita che
nonostante tutto va avanti, è doveroso dire e far vedere anche l’altra faccia della
medaglia: ci sono anche molti casi di aborto, madri che non ce la fanno , bambini
che non nascono. Colpevoli sono i numerosi muri innalzati da un sistema
vergognoso.
Le immagini della neonata nella tendopoli di Idomeni hanno intenerito il mondo,
perchè il nostro è un mondo che si intenerisce per un’immagine replicata in rete, ma
che poi guarda dall’altra parte se la scena è vera e reale sotto i nostri occhi. E non
vorremmo che fosse la stessa tenerezza che si dedica all’elefantino nato nello zoo.

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