C’è famiglia e famiglia

Il fenomeno della migrazione ci propone quotidianamente una serie di situazioni particolari. Talvolta sono interi nuclei familiari che partono dalle loro terre per cercare una vita migliore, ma non sempre la situazione è così. Ci sono uomini che si mettono in viaggio da soli, come facevano gli italiani Emigranti, per affrontare meglio i sacrifici e preparare le condizioni per far venire i familiari. Ci sono donne sole, che hanno lasciato figli e parenti, che lavorano come badanti o come braccianti per mandare qualche soldo a casa. Ci sono bambini e ragazzi, i cosiddetti minori non accompagnati, che viaggiano da soli, anche perchè spesso sono rimasti soli e non hanno più nessuno. Per ciascuna di queste persone che parte da sola ci sono sentimenti lacerati, ci sono separazioni forzate, ci sono vite costrette a rinunciare agli affetti, ci sono separazioni e rotture del nucleo familiare. In questi casi la famiglia si dissolve, non esiste più, massacrata dalle guerre, dalla povertà e dal bisogno. Eppure non ci si cura più di tanto di tutto questo.

In Italia, negli ultimi tempi, la difesa della famiglia tradizionale è diventata quasi un’ossessione per alcuni gruppi e soggetti, secondo i quali la famiglia è il luogo della stabilità, del mantenimento dei valori, è un baluardo di moralità contro il degrado morale e civile.

Ma allora se la famiglia è questo bene assoluto per quale motivo si assiste impassibili alla distruzione delle famiglia imposta dai fenomeni migratori ? Perchè i migranti non hanno diritto alla famiglia? Forse la famiglia è un privilegio del primo mondo, dell’occidente civile, dell’uomo bianco, ma diventa qualcosa di trascurabile per i pezzenti, così come avveniva per gli schiavi, che venivano venduti sepratamente senza tener conto del loro nucleo familiare, così come si fa con le cucciolate di animali domestici?

Quanto più si ha una visione unica ed esclusiva di famiglia, tanto più le altre non contano, non sono degne, né quelle dei migranti, evidentemente ritenuti razza inferiore, né quelle ritenute per qualche misteriosa ragione “irregolari”.

118413-md.jpgIl dibattito su quale o quali siano i tipi di famiglia possibili negli ultimi tempi, in Italia, è diventato di straordinaria attualità.

Lo scorso 23 Gennaio sono scese nelle piazze italiane migliaia di persone, richiedendo che finalmente in Italia siano riconosciute le unioni civili, con diritti equiparati a quelli delle coppie sposate. L’Italia è rimasta pressochè l’unico paese europeo a non riconoscere le unioni civili. Un paese così bigotto ovviamente ha ancora maggiore resistenza nel riconoscere unioni tra persone dello stesso sesso. La permanenza di una visione così tradizionalista in Italia non è certamente casuale. Il Papa in merito all’argomento ha pronunciato parole nette e chiare: “Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. D’altra parte Bergoglio, nonostante l’apertura spesso manifestata su tante questioni, è il più importante rappresentante della religione cattolica, che individua nella famiglia tradizionale uno dei suoi pilastri. Quindi, niente di che stupirsi.

Devo confessare però che, personalmente, ignoravo l’esistenza di un modello canonico di famiglia, rispetto al quale tutte le altre forme di unione affettiva si trovano ad un livello inferiore, poiché definite sempre dallo stesso Papa come “ stati di oggettivo errore”. Quindi ringrazio il Papa per avermi insegnato e mostrato quale sia il modello di famiglia, quello giusto, dandomi la possibilità di non commettere “l’oggettivo errore”.

Ma è proprio vero che la famiglia della dottrina ecclesiastica, quella a cui fa riferimento il Papa, quella corrispondente al disegno di Dio sia quella difesa oggi dai tradizionalisti, quella composta da maschio e femmina, monogamica e destinata alla riproduzione? Oppure anche essa procede e muta a pari passo con la storia?

Nella Bibbia troviamo Giacobbe che ebbe 2 mogli, Abramo che ne ebbe 3, come Esaù, mentre Davide ne ebbe 8 e Salomone, ma amava esagerare, ebbe ben 700 mogli. Nonostante ciò nella Bibbia non c’è una sola parola che contesti queste forme di famiglia.

E’ vero, Galilei ci ha insegnato che i testi sacri vanno interpretati storicamente. Ma allora perchè non può essere interpretato storicamente anche il modello di famiglia? Perchè non capire che anch’essa procede e muta di pari passo con la storia?

Sfido chiunque ad affermare che la famiglia tradizionale dell’antica Roma, fondata esclusivamente su una rigida figura patriarcale, sia in qualche modo equiparabile a quella moderna

La famiglia tradizionale che molti vogliono difendere probabilmente non è mai esistita, proprio perché è la storia che con il corso dei suoi eventi plasma le diverse forme di famiglia. Diverse appunto. E invece la diversità fa paura, è ammessa solo la normalità, non importa se dietro a questa normalità ci sono spesso violenze, abusi, autoritarismi, come spesso succede. L’importante è mantenere una struttura che sia disciplinata come un piccolo esercito, senza riconoscere la libera unione degli affetti. Eppure anche i tradizionalisti più convinti, anche le persone più rigide, hanno un lato debole, e si curano assai poco della stabilità di alcune famiglie. Quelle dei migranti, per esempio. Ma tanto, non sono mica come NOI

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