ALS Ice bucket challange

Chi quest’estate (2014) non ha sentito parlare di questa strana sfida? Essere nominati da un amico, gettarsi un secchio di acqua gelata in testa, lanciare la sfida ad altre persone: questi i principali passaggi della sfida, tutti da finire entro 24 ore dalla nomination. Ci sarebbe anche un altro passaggio, purtroppo dimenticato da quasi tutti quelli che hanno visto nella sfida una possibilità di mettersi in mostra di fronte al resto del mondo, ovvero quello di fare una piccola donazione ad una associazione che si occupa di ricerca di una cura alla SLA. Infatti, le regole della sfida erano le seguenti: una persona nominata che riesce a portare a termine la sfida deve nominare altre persona perché si sottopongano al bagno gelato e deve donare 10$ mentre chi non porta a termine la sfida deve pagare 100$. Da qui deriva il nome: originariamente ALS Ice Bucket Challenge, letteralmente “sfida del secchio di ghiaccio per la SLA”.

Bisogna infatti ricordare che l’iniziativa, non la prima di questo genere, era stata lanciata da un’associazione di golfisti per diletto ma che, in seguito, si focalizzò sull’obiettivo di raccogliere fondi per sconfiggere la terribile malattia. In breve tempo la sfida è diventata virale fra i social media e si sono moltiplicati i video di persone che mettevano alla prova il proprio coraggio e quello degli amici, dimenticandosi però delle già citate donazioni. Infatti, nonostante i quasi 5 milioni di video in totale, i donatori sono stati meno di 750mila. I commenti si lasciano ai lettori… Però, grazie a questi “pochi”, i fondi per la ricerca sono cresciuti di oltre 110 milioni di dollari.

La sfida ha sfiorato anche i vertici della piramide sociale; molti sono stati i politici, i cantanti e gli attori famosi a livello internazionale nominati per la sfida. Alcuni di loro hanno rifiutato, come il presidente USA Barack Obama, che ha preferito donare 100$ piuttosto che fare la doccia gelata, altri invece, come il celebre baby-cantante idolo di molte giovani Justin Bieber, hanno accettato la sfida e si sono fatti gettare un secchio di acqua in testa. Altre celebrità che si sono sottoposte alla IBC sono Selena Gomez, Jennifer Lopez, Keith Urban, Tailor Swift, Bill Gates, Stephen Spielberg, Demi Lovato e molti altri, alcuni dei quali, nominati più volte, si sono bagnati in numerose occasioni.

Ovviamente la ALS Ice Bucket Challenge ha subito molte critiche. In primis, è stata accusata di essere inefficace in quanto, come già ricordato, soltanto una minoranza dei nominati ha effettivamente donato soldi per la ricerca: solo per fare un esempio, nel Regno Unito, nonostante abbiano affrontato la sfida più di un sesto dei cittadini, soltanto un decimo di loro (quindi un sessantesimo della popolazione totale) ha fatto la donazione. Ma questo era oggettivamente prevedibile, l’uomo è sempre stato bravo nell’apprezzare soltanto alcune delle caratteristiche di certe cose, dimenticandosi, volontariamente purtroppo, di quelle più importanti.

A seguire ci sono, naturalmente, le solite critiche “Ma sarà sicura?”, “Ma non ci saranno rischi?”. E di certo non ha aiutato l’intervento di un medico di Detroit che ha sconsigliato vivamente di prendere parte alla sfida in quanto la considerava rischiosa per le persone affette da problemi alla pressione, collegandola inoltre alla morte di due persone. Poi ci sono i soliti ambientalisti estremi che hanno condannato la IBC in quanto causa di un uso “scellerato di migliaia di litri d’acqua, risorsa di vitale importanza per la sopravvivenza della specie umana”.quakes-bucket

Lasciamoli bollire tutti nel loro brodo; focalizziamoci piuttosto sul successo –limitato?- che l’iniziativa, nonostante la sorte avversa, ha avuto. Infatti, alla fine dell’estate 2014, i fondi donati alla ricerca di cure o rimedi alla SLA sono più che raddoppiati, passando da 19 milioni di dollari a quasi 42. Sebbene in parte la nostra specie abbia dimostrato di non aver perso le sue caratteristiche peggiori, possiamo affermare che questa iniziativa abbia dato un sostanziale slancio alla ricerca nel campo di malattie considerate fino a poco tempo fa del tutto incurabili: e i risultati si vedranno.

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