Moto, che passione!

Route 66, una highway infinita , in sella ad una moto, a tutto gas, il contachilometri sale, impazzisce, giri del motore al massimo e il grande rombo della motocicletta sotto la tua sella. Una visione perfetta di un motociclista, annoverato nell’immaginario comune come spirito libero, in sella alla sua moto. E’ proprio cosi. Chiunque abbia provato almeno una volta a salire in sella ad una dueruote, sa benissimo come ci si sente. La vita però è imprevedibile, e talvolta, questo spirito di libertà può essere ostacolato da disabilità fisiche. Non preoccupiamoci, c’è sempre, o quasi, una soluzione ad ogni problema. Esistono allestimenti da moto per disabili , cosicché, ognuno che ama saltare in sella , possa sentirsi libero, in pieno rispetto di normative e leggi.

Come ben sappiamo guidare una moto comporta l’utilizzo di tutti gli arti , ed ognuno di loro ha una funzione ben specifica; la mano sinistra gestisce la frizione, e la rispettiva gamba ha il compito di cambiare marcia attraverso una leva posta vicino al piede; la mano destra invece ha un doppio compito, l’acceleratore e il freno davanti con una leva, il piede invece serve per frenare la ruota posteriore. Quando però ci troviamo davanti a delle amputazioni di arti qualcosa deve EasyRider2bessere stravolto. Se l’amputazione ha come soggetto il braccio destro, la rivisitazione riguarda acceleratore e freno anteriore. Solitamente la soluzione più utilizzata è quella di spostare i due comandi sulla parte opposta del manubrio, ovvero la sinistra. Se l’amputazione riguarda il braccio sinistro, ciò che preoccuperà sarà la frizione. I rimedi possibili sono due: o la si sposta vicino al freno anteriore nella parte destra, oppure si usa una frizione a pedale, problema facilmente risolvibile nelle moto a cambio automatico. Analizzati i due possibili casi di disabilità degli arti superiori passiamo adesso ad analizzare i problemi che potrebbero sorgere legati all’amputazione degli arti inferiori. Se l’amputazione interessa la gamba destra, la strada percorribile non è unica: lo spostamento del freno sul manubrio sulla sinistra, oppure ricreare una ripartizione automatica di frenata utilizzando solo la leva del freno anteriore. Dall’altro lato, se la disabilità interessa la gamba sinistra, ciò che è soggetto a modifiche sono il cavalletto e la leva del cambio. Per quest’ultima le cose da fare sono semplici: spostarla sulla parte destra o sempre sul manubrio tramite un apposito comando. L’ultima risulta più semplice e comoda sia per chi guida sia per chi deve installarla, dato che sulla parte destra è già presente la leva azionante del freno. Per il cavalletto le opzioni sono identiche. Se viene spostato sul manubrio si aziona tramite un comando elettromeccanico. Purtroppo non sappiamo cosa la vita ci riserva e, se la disabilità riguarda entrambe le gambe, è possibile acquistare un trike, ovvero una moto con due ruote posteriori. In aggiunta è anche possibile installare sistemi di rotelle appositi fissate alla ruota posteriore, fisse fino a 15 km/h e man mano che aumenta la velocità diventano mobili facilitando equilibrio e stabilità. Insomma, una vera passione non conosce confini.

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