Il supporto della rete

L’opinione pubblica, solitamente, tende a rapportarsi alle condizioni di disabilità associando loro problematiche appartenenti alla sfera pubblica, quali la presenza o meno di barriere architettoniche, agevolazioni e centri diurni, senza però porre particolare attenzione a ciò che riguarda il mondo privato e personale nel quale, ogni giorno, tali individui si muovono, ognuno caratterizzato dalla propria situazione, personalità e necessità. Ovviamente, nella vita di ciascuno di noi, così come in quella di un diversamente abile, la componente familiare svolge un ruolo non solo importante ma necessario, che va a seconda dei casi a complicarsi, creando situazioni dalle quali molto spesso le sole famiglie non riescono ad uscire. A tale scopo, genitori, parenti, fratelli e sorelle, per assolvere al delicato compito di guidare e supportare i propri cari, si riuniscono in associazioni, per ottenere un confronto, un supporto, e principalmente comprensione, in particolar modo da parte di nuclei familiari che condividono le stesse problematiche, così come le medesime speranze. Proprio per tale motivo, sono stati caricati sul web, un luogo ormai accessibile quasi a tutti, numerosi siti, blog e forum, in cui persone da tutto il mondo hanno la possibilità di condividere le proprie esperienze. Di questi, tra i più importanti è possibile ricordare la piattaforma siblings.com, in cui fratelli e sorelle di persone affetti da disabilità più o meno gravi sono in grado di venire in contatto, pagine Facebook, dedicate inoltre ad enti specifici del territorio e, anche se con più modeste intenzioni, questo blog stesso, nei cui articoli speriamo che il generico lettore, a prescindere dalle scopo delle sue ricerche, trovi l’occasione di allargare la propria visuale su questo mondo, alle volte dimenticato, o possa riconoscersi in situazioni affini a quella che sta vivendo, raccontandosi ed esprimendo il proprio parere o i propri interrogativi su quanto legge, o semplicemente leggendo in silenzio con una partecipazione, seppur passiva, comunque indispensabile.

Musicoterapia

E’ risaputo che la mente e il fisico traggono grande beneficio dall’ascolto della musica. Questo avviene a qualunque età, addirittura alcune ricerche hanno accertato che la musica ha effetti benefici anche sul feto, se ascoltata da una donna in gravidanza.

La musica permette di creare nuovi linguaggi mediante i quali esprimersi; dà quindi una possibilità in più a tutte le persone di trovare nuovi canali per comunicare, ma anche per divertirsi.

Ecco perché è nata la tecnica della musicoterapia, che può essere rivolta a tutti, ma che si rivela particolarmente utile nel caso di persone con disabilità

Musicoterapia e bambini con autismo

La musicoterapia può essere particolarmente utile quando si lavora con i bambini con autismo a causa della natura non-verbale e non minacciosa del mezzo. Gli studi hanno dimostrato che i bambini con autismo hanno difficoltà con attenzione congiunta, comunicazione simbolica e la condivisione di affetti positivi. L’uso della musicoterapia ha dimostrato miglioramenti di comportamenti socialmente accettabili. La terapia di successo coinvolge un intervento individuale a lungo termine su misura per le esigenze di ogni bambino. Per esempio passando una palla avanti e indietro per la musica percussiva o riproduzione di bastoni e piatti con un’altra persona può contribuire a promuovere la capacità del bambino di seguire le indicazioni quando passa la palla e imparare a condividere i piatti e bastoni. Oltre a migliorare i comportamenti sociali musicoterapia ha dimostrato di aumentare anche i tentativi di comunicazione, aumentare l’attenzione, ridurre l’ansia, e miglimusic_by_melintelinas-d3aall1orare la consapevolezza del corpo e la coordinazione.

Dal momento che fino al 30% dei bambini con autismo hanno difficoltà a comprendere comandi verbali, la musicoterapia diventa molto utile in quanto si è scoperto che la musica può migliorare la mappatura dei suoni alle azioni.

I bambini con autismo sono anche soggetti a ulteriori attacchi di ansia rispetto a quelli del bambino medio. Sessioni brevi (15 – 20 minuti) che consistono nell’ascoltare musica percussiva o musica classica con un ritmo costante hanno dimostrato di alleviare i sintomi di ansia e diminuire temporaneamente il comportamento correlato all’ansia. La musica con un tempo costante di 4/4 è la più efficace a causa della prevedibilità del battito.