Lo Sport nell’integrazione sociale delle persone disabili

Lo sport per disabili nacque immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale, in Inghilterra, grazie alle intuizioni del Dottor Ludwig Guttmann, che si dedicò alle cure di pazienti paratetraplegici che che avevano subito una lesione alla colonna vertebrale e al midollo spinale.
Il Dottor Guttmann capì subito che, oltre alle cure specifiche, lo sport poteva svolgere una funzione importante per la riabilitazione fisica e psicologica dei pazienti.
Lo scopo fondamentale era quello di riuscire tramite gli stimoli dello sport a sviluppare in modo ottimale le capacità residue del disabile ed a recuperare un buon stato psicologico del neo traumatizzato al fine di raggiungere la massima autonomia possibile ed una dignitosa qualità di vita.
Nel giro di qualche anno cominciò così a diffondersi in tutta l’Europa occidentale e nelle Americhe un nuovo modello riabilitativo che coniugava nello stesso tempo il recupero psicofisico e dell’autonomia, soprattutto con l’integrazione sociale.
Le discipline sportive allora praticate dovevano tenere conto di alcuni fattori : accessibilità degli impianti, disponibilità di ausili, possibilità di trovare nello stesso ambiente un discreto numero di utenti.
In ragione di questo lo sport poteva essere praticato solamente nei centri di riabilitazione che disponevano almeno di una palestra, di una piscina e di uno spazio per le discipline all’aperto.
Tennis da tavolo, scherma, basket, lanci del disco, peso e giavellotto, nuoto, tiro con l’arco, erano queste le principali discipline sportive che potevano essere praticate sessant’anni fa.
Mancava all’epoca, tra le discipline, quella attualmente più praticata dagli sportivi disabili: la corsa in carrozzina, impensabile per le pesanti carrozzine del tempo. Da allora le innovazioni tecniche sul mezzo sono state notevoli:dalla carrozzina a poltrona, ad ausili di autonomia pieghevoli e sempre più leggeri, grazie anche all’impiego di nuovi materiali. Gli atleti disabili cominciarono così a dedicarsi a gare su pista, aumentando progressivamente distanze e percorsi di gara, tanto che attualmente tutte le discipline su pista possono essere praticate, maratona compresa.
La disponibilità di carrozzine sempre più leggere e manovrabili favorì, negli anni sessanta l’introduzione di una nuova disciplina sportiva, lo SLALOM: si trattava di seguire un percorso obbligatorio, nel minor tempo possibile, fatto di passaggi stretti in avanti e in retromarcia, salite, discese, piroette, gradini in salita e in discesa senza compiere alcuna penalità. Questa disciplina venne praticata per poco più di venti anni, fu inserita per l’ultima volta nel programma delle Paraolimpiadi di Seoul nel 1988, per essere poi abolita definitivamente dalle discipline Olimpiche.

Il grosso boom dello sport disabili, in termini numerici, si ebbe sicuramente negli anni ottanta, sino all’apice che si registrò in occasione delle Paraolimpiadi di Seoul, periodo nel quale gli sport praticati sulla carrozzina aumentarono repentinamente.
Sicuramente l’atletica leggera è stata la disciplina più pratica dagli atleti in carrozzina, seguita dal basket, il ping-pong e il tiro con l’arco. Tutte queste discipline in qualche modo hanno dovuto modificare l’assetto tecnico e dinamico della carrozzina stessa; l’atletica leggera e il basket, nel tempo, sono diventate delle discipline che hanno richiesto una specifica carrozzina da destinare alla sola attività sportiva, mentre il ping-pong e l’arco si sono limitate a piccoli accorgimenti sulle singole carrozzine da passeggio, come appoggi o semplicemente dei cuscini più rigidi che permettessero una postura più adatta.
Nell’andare avanti negli anni, sempre grazie all’aiuto della tecnologia, si sono create delle nuove opportunità che hanno permesso la pratica di nuovi sport come il tennis, il rugby, l’handy-bike e l’hockey. Ci si è infine sbilanciati anche in altri sport, che per il settore si possono definire estremi, quali il tracking e il parapendio.
Le discipline olimpiche sono sempre in continuo aumento, ma, paradossalmente, il numero degli atleti è in calo. Questo è dovuto senza dubbio al problema della definizione delle categorie.
Perché un disabile possa praticare uno sport è necessario che egli si possa confrontare con un’atleta che abbia una potenzialità psichica, fisica motoria o sensoriale il più paritaria possibile.
Da questo concetto nasce la necessità di creare un certo numero di categorie, che per semplicità potremmo accostare al criterio della Boxe, la quale tiene come riferimento di valutazione il peso, mentre nello sport disabili questo riferimento è la capacità residua.
La classificazione di un’atleta si effettua con una valutazione di carattere medico (forza e articolazione) e una di carattere funzionale (gesto atletico).
Sino a Seoul 1988 le valutazioni mediche erano finalizzate all’assegn081024-N-5086M-142azione di una categoria (ad es. 3 distinte categorie per i tetraparaplegici, 5 per i paraplegici, 9 per gli amputati etc).
Durante le Paraolimpiadi di Seoul le varie Federazioni Internazionali decisero di diminuire drasticamente il numero delle categorie da 34 a 20, con una possibile ulteriore riduzione. Queste restrizioni hanno comportato di fatto la progressiva esclusione di alcune patologie dallo scenario sportivo, come i tetraplegici e i non vedenti totali. Allo scopo di perseguire una ipotetica e utopistica unificazione delle Paraolimpiadi con le Olimpiadi vengono così emarginate proprio le patologie più gravi; questo naturalmente riguarda non solo gli atleti disabili, ma tutti coloro che vogliono dedicarsi ad una pratica sportiva per sostenere positivamente la situazione di disabilità.
Insomma, lo sport, così importante nella riabilitazione psicofisica e nenell’integrazione sociale, non deve diventare motivo di selezione fine a sé stessa o, ancor peggio finalizzata al business sportivo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...