Blade Runner

ASCESA E DECLINO DI UN ATLETA 

“The fastest man on no legs” tradotto “L’uomo più veloce senza gambe”.
Oscar Pistorius, uno dei più veloci atleti paralimpici del mondo detentore di molteplici record mondiali in varie discipline.
Nasce a Johannesburg, Sudafrica, dopo che il bisnonno era emigrato dall’Italia in Kenya. La sua vita fin dalla nascita è segnata da una grave malformazione che lo costringe, dopo nemmeno un anno di vita, all’amputazione di entrambe le gambe. Amante dello sport, durante gli anni del liceo pratica nuoto,rugby e la pallanuoto; un ulteriore infortunio, sicuramente neanche paragonabile alla grave perdita delle gambe, lo porta verso l’atletica leggera per motivi riabilitativi, da lì nascerà questa sua passione.
Corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio, realizzate interamente su misura, tenendo conto della disciplina praticata. La fibra di carbonio era il materiale che più rispondeva alle esigenze di flessibilità e resistenza unite alla sicurezza. La forma è conseguentemente realizzata in base ai vari sforzi da compiere: per esempio, nelle discipline dell’atletica leggera, dove servono prestazioni elevatissime, i piedi sono a restituzione di energia con quella particolare forma a ”C” che caratterizza anche le protesi di Oscar Pistorius.
Il primo vero appuntamento agonistico di rilievo sono le Paralimpiadi di Atene nel 2004. L’atleta ha solo 17 anni, ma è un vero talento. Torna a casa con due medaglie, una più importante dell’altra: un bronzo sui 100 metri e un oro sui 200.
I suoi sogni si incominciano a realizzare quando esprime il desiderio di poter correre con i normodotati nei giochi Olimpici di Pechino 2008. Assaggia una piccola parte di sogno quando nel 2007 corre al Golden Gala di Roma nei 400 metri. Nel 2008 la IAAF (Associazione Internazionale Federazioni di Atletica ) infrange le aspettative di Oscar, sostenendo che avrebbe avuto un vantaggio dimostrabile del 30% . Lo stesso anno l’atleta viene ammesso dal tribunale sportivo a partecipare alla manifestazione, ma non riesce ad aggrappare il suo sogno dato che non riesce a realizzare il tempo minimo per la partecipazione. Arriveranno comunque una serie di risultati e medaglie positivi fino all’ultima partecipazione a Londra 2012.
Come spesso succede a tutti questi momenti di splendore e sfarzo si accostano momenti di oscurità. La grave malattia, il secondo infortunio in giovane età, un fermo e un arresto per aggressione e un incidente in barca nel quale rimane gravemente ferito nel 2009 sono le ombre che hanno reso oscuro il suo cielo costellato da record e medaglie. Ma da almeno un paio di anni un’ ombra gigantesca è calata sulle stelle di Oscar. Il 13 febbraio 2013 i media sudafricani diffondono la notizia che l’atleta sarebbe stato il responsabile dell’uccisione della fidanzata, la modella trentenne Reeva Stenkamp, avvenuta nel primo mattino nella loro casa a Pretoria. Il campione paralimpico avrebbe scambiato la ragazza per un ladro che tentava si intrufolarsi nella casa, sparandole cosi quattro colpi di arma da fuoco uccidendola sul colpo. Dopo un lungo processo il 21 ottobre 2014 l’atleta viene dichiarato colpevole e viene condannato a 5 anni di reclusione. Una sentenza tanto attesa, che ha segnato, questa volta , la vita da record di Oscar Pistorius.

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